La crisi economico/finanziaria che investe da qualche tempo il mondo, stà ponendo le basi ad un radicale cambiamento del sistema economico, che diventa sempre più “globale”.
Sono cambiati i protagonisti dell’economia lasciando sempre più spazio ai paesi asiatici in particolar modo alla Cina e all’India; ed è cambiato soprattutto il rapporto tra finanza ed economia reale .
Credo perciò, che nessuna crisi oggi potrebbe durare quella decina di anni che fu necessaria nel 1929 al mondo per ritrovare la sua salvezza ed il suo equilibrio economico .
Tra l’altro, non possiamo non tenere conto , e quindi vigilare , che le ripercussioni negative della crisi, comportano a scalare una serie di mini-ripercussioni che incidono molto sulla realtà e quindi sull’ economia locale.
Si parla poco… ma credo che anche la “crisi valutaria” (se così la si può chiamare) con riferimento al deprezzamento del dollaro rispetto all’euro, incide e non poco sulla esportazione dei prodotti made in Italy nel mondo, creando minore produzione e quindi seri rischi di ridimensionamento di forza lavoro nelle aziende .
La “politica economica” è quindi oggi al centro del dibattito politico mondiale ed europeo .
I governi di tutto il mondo hanno il sacrosanto dovere di controllare i propri bilanci ridimensionare gli sprechi, sanare i debiti e garantire solidità economica alle loro strutture.
In tal senso, l’intuizione del Presidente del Consiglio Berlusconi,che ha dato al Paese un indirizzo politico/programmatico coerente con quella che è la ricetta anti-crisi applicata dal G.8 e successivamente dalla Comunità Europea .
La politica economica italiana con la “Finanziaria triennale” (DL 112/2008) permetterà allo Stato , attraverso il taglio di 35 miliardi di euro alla spesa pubblica, di concentrare l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2011, cosa necessaria al Paese per rientrare nei parametri di stabilità dell’Unione Europea .
Con il decreto “salva banche” (D.L. 157/2008) e introducendo misure per riattivare il funzionamento del mercato dei prestiti interbancari, si favorira’ la liquidità, la capacità di finanziamento e la solvibilità delle banche a scopo di tutelare i correntisti e i risparmiatori garantendo il flusso di finanziamento all’economia reale .
Si inserisce così il decreto “anti-crisi” (D.L. 185/2008) un vero e proprio “decreto sociale” nel quale sono contenuti una serie di aiuti per le famiglie e per le imprese attraverso il quale il Governo fornirà incentivi al fondo di credito per le famiglie, con bonus per i nuovi nati e a famiglie con figli portatori di handicap .
Le imprese potranno tenere i libri contabili informatici , l’i.v.a per cassa diventa misura strutturale ossia esigibile al momento dell’incasso della fattura.
Per quanto riguarda invece le aziende in crisi vi è stato un forte intervento sugli ammortizzatori sociali in particolar modo per i lavoratori atipici, i quali potranno prevedere contributi differenziati a livello regionale e le modalità di utilizzo delle risorse saranno adottate d’intesa con la conferenza Stato-Regione. Una serie di agevolazioni al sostegno al reddito anche per i commercianti e gli operatori del turismo i quali potranno andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto al tempo, e per i giornalisti dei quotidiani il prepensionamento sarà a carico dello Stato e non più a carico dell’Istituto previdenziale autonomo del settore.
Inoltre vi saranno una serie di sconti su servizi di interesse primario quali le bollette del gas, dell’elettricita’e per la locazione di case.
Infine, vorrei ricordare che a distanza di soli nove mesi dall’insediamento di questa maggioranza parlamentare e di questo Governo, tanto è stato fatto e tanto si contiunuerà a fare a salvaguardia dello Stato e nell’interesse dei propri cittadini .
Sono un ottimista perche’ profondamente convinto che la politica economica del Governo stia dando già dei risultati per una ripresa positiva fatta non solo di parole, ma di atti concreti e senza intaccare minimamente le tasche dei cittadini ricorrendo a nuove tassazioni .Ed e’su questi principi e su questi valori che il PDL sta per aprirsi alla societa’ civile, rilanciando la politica,anche quella in Irpinia, attraverso un “patto” che coinvolga tutte le forze sociali, non nascondendosi dietro alleanze, inciuci ed accordi che puzzano di vecchio e di bruciato!!
In tal senso, e verso un bipolarismo compiuto, il Paese ha bisogno di riforme … allora sì che sarà possibile avviare una vera svolta per il progresso di civiltà e di responsabilità politica verso le istituzioni e verso i cittadini.
On. Marco Pugliese
(VI Commissione Finanze)